Novità 2017 per le società sportive dilettantistiche

La riforma del terzo settore è stata approvata dal Parlamento: entra in vigore con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e, in quanto legge-delega, detta i principi fondamentali per tutti quegli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e utilità sociale, che promuovono e realizzano attività di interesse generale, mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi. 

La legge ha come finalità quella del sostegno dell’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, in forma associata, a perseguire il bene comune, ad elevare i livelli di cittadinanza attiva di coesione e protezione sociale attraverso la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona e per valorizzare il potenziale di crescita e di occupazione lavorativa.

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, il Governo deve emanare uno o più decreti legislativi sui seguenti argomenti:

> revisione della disciplina del titolo II, del libro I del codice civile.
Saranno oggetto di modifica la disciplina delle associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, sia riconosciute come persone giuridiche che non riconosciute. I principi direttivi a cui il legislatore deve attenersi per la modifica del codice civile sono:

– revisione e semplificazione del riconoscimento della personalità giuridica;
– disciplina del regime di responsabilità limitata degli enti;
– rispetto dei diritti degli associati;
– previsione, per gli enti che esercitano prevalentemente attività economica, di applicazione delle norme indicate dai titoli V e VI del libro V del codice civile;

> riordino della disciplina del terzo settore dal punto di vista civilistico e tributario.
Sarà emanato un codice per la raccolta e il coordinamento delle disposizioni, che dovrà stabilire le norme generali e comuni per tutti gli enti e le attività di interesse generale, nonché quelle che caratterizzano le singole tipologie di enti. Sarà, inoltre, prevista l’istituzione di un registro nazionale del terzo settore, suddiviso in apposite sezioni, e tenuto dal ministero del Lavoro.

Nell’ambito del riordino complessivo della legislazione, vi saranno cambiamenti anche dal punto di vista tributario, attraverso:

– una revisione complessiva della definizione di ente non commerciale ai fini fiscali;
– l’introduzione di un sistema fiscale di vantaggio che tenga conto delle finalità e dell’impatto sociale;
– una razionalizzazione della deducibilità del reddito e della detraibilità ai fini fiscali delle erogazioni;
– il completamento della riforma del cinque per mille;
– una razionalizzazione dei regimi di contabilità semplificata;
– la revisione della disciplina delle Onlus;
– un sistema di controlli e di vigilanza sugli enti del terzo settore, affidato al ministero del Lavoro;

> revisione della disciplina dell’impresa sociale. Saranno qualificate come imprese sociali quelle organizzazioni che:
– svolgono attività di impresa per il raggiungimento delle finalità previste dalla legge-delega;
– destina gli utili prioritariamente al conseguimento dell’oggetto sociale;
– adotta modalità responsabili e trasparenti di gestione;
– coinvolge dipendenti, utenti e soggetti interessanti nelle sue attività.

Il Governo dovrà individuare i settori in cui le imprese sociali possono operare, i lavoratori svantaggiati che possono essere coinvolti all’interno di dette imprese, le modalità di redazione del bilancio annuale, il coordinamento con la normativa delle Onlus e la nomina dei sindaci per il monitoraggio del corretto svolgimento delle attività, secondo quanto indicato dalla legge e dallo statuto;

> servizio civile universale. È prevista l’istituzione del servizio civile universale a cui i giovani, dai 18 ai 28 anni, potranno accedere, attraverso un bando, per un periodo tra gli otto e i dodici mesi.

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